Aperto dal lunedì al venerdì dalle 09.30 alle e 13.30, sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00 Tel. 0722/309270 - Martedì chiuso
Il Museo della Città di Urbino ha sede nello storico Palazzo Odasi, uno dei più estesi complessi edilizi civili rinascimentali. A destra, l’insegna ‘Volta Urbino’: è un giocoso rimando alle molteplici facce che la città offre al visitatore.
Il Museo, pensato non tanto come contenitore di oggetti ma di idee, racconta l’idealità di Urbino - la città ideale per eccellenza -, non solo quella legata al suo glorioso passato, ma anche quella quotidiana coniugata al presente.
Se Urbino con Granada, Costantinopoli, Gerusalemme, Timbuctù ed altre ha ispirato Le città invisibili di Italo Calvino, Fedora e le altre città raccontate da Marco Polo al Kublai Khan sono state le tracce narrative attorno alle quali è stato sviluppato il percorso che racconta le vicende di Urbino attraverso interazioni tra storia, arte e tecnologia, che vi permetterà di conoscere o ri-conoscere, la Città.
Visitando le sale ci si accorgerà anche di come tipicità urbinati costituiscano suggestioni universali in grado di risvegliare il nostro vissuto, il nostro quotidiano, la nostra interiorità, in linea con la citazione di Calvino che corre lungo la parete di ingresso ad accogliervi: Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più ti aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
Un’immagine o una voce richiama infatti altre immagini o altre voci che, al di là del loro significato, dell’epoca, del contesto, si trasformano in frammenti, in memoria di qualcosa già depositato in noi.
Gli scambi, gli sguardi e i segni tengono viva una città permettendoci di partecipare della sua vita: ecco allora che, prima ancora di tentare di possedere il silenzio dei suoi vicoli o le stanze più ricche dei suoi palazzi, Urbino chiede il nostro sguardo. Uno sguardo attento, mai uguale, che può riservare continue sorprese perché, come suggerisce Calvino, E’ l’umore di chi la guarda che dà alla città la sua forma.
Dopo aver visitato le sale, che sollecitano un crescente coinvolgimento cognitivo ed emotivo, avrete probabilmente trovato qualcosa che stavate cercando, magari inconsapevolmente, perché D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere...